Ancient Appia Landscapes nasce nel 2011, nell’ambito di una convenzione stipulata tra la Soprintendenza Archeologia della Campania, il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale e la Scuola in Beni Archeologici dell’Università di Salerno, con la volontà di affrontare in modo organico lo sviluppo del tracciato della Via Appia a sud di Benevento, inserendolo in un più ampio programma di ricostruzione dei paesaggi antichi. Il progetto di ricerca, coordinato dal Prof. Alfonso Santoriello, si pone l’esigenza di verificare sul terreno i segni e le tracce archeologiche che hanno prodotto una serie di ipotesi e ricostruzioni, andando a ricomporre non solo il tracciato della strada, ma anche un contesto più vasto, dove possano essere messe in valore le dinamiche insediative e le caratteristiche ambientali nel loro complesso, dando forma e vita ai paesaggi del passato intesi come interazione dell’uomo con l’ambiente.

Sulla base dei dati raccolti nel corso delle campagne di indagine è stato possibile ipotizzare il tracciato dell’Appia attraverso il riconoscimento di alcuni tratti, sia in forma fossile, sia come sopravvivenza nella viabilità ordinaria e l’individuazione di due siti per i quali non sembra azzardato identificare con i toponimi menzionati nella Tabula Peutingeriana, Calor Flumen nei pressi di Ponte Rotto, e Nuceriola in località Masseria Grasso.

In questa area, interessata anche da manufatti associabili a sepolture e luoghi di culto già a partire dalla metà del del IV sec. a.C. è stato portato alla luce un percorso stradale con estensione indagata di 14 m ed una ampiezza complessiva di circa 19 pedes (5,6 m). I livelli di frequentazione più antichi datano l’inizio dell’infrastruttura tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a. C. o più verosimilmente in connessione con la fondazione della colonia latina Beneventum (268 a. C.). La successione stratigrafica di livelli di terreno, che testimoniano interventi di manutenzione reiterati almeno fino in età tardo antica, ne documentano la continuità d’uso nel tempo.

Si è, inoltre, indagata una superficie occupata da un’area produttiva (ca. 300 mq), articolata per ambienti e zone di lavorazione di cui si conservano almeno due fornaci. Attraverso lo studio dei materiali restituiti dagli strati asportati, tra i quali un elevato numero di frammenti e forme ricostruibili per intero di ceramica a pareti sottili, nonché di manufatti e elementi con evidenti difetti di cottura o scarti di lavorazione, si è rafforzata l’interpretazione di una attività di produzione ceramica nell’area tra l’età augusteo-tiberiana e la metà del I sec. d.C. La presenza di strutture preposte alla produzione, il passaggio di tratti di viabilità primaria, l’organizzazione del territorio, la quantità e qualità dei materiali e la loro distribuzione evidenziata nelle survey di superficie sembrano confermare il ruolo strategico di Nuceriola quale punto nodale della strutturazione territoriale nel territorio beneventano, a partire almeno dal IV sec. a.C.

Oltre agli aspetti strettamente scientifici finalizzati alla definizione del tracciato viario, il progetto si pone come obiettivi primari la promozione e la condivisione della conoscenza, finalizzate alla valorizzazione delle risorse culturali ed economiche del territorio interessato dal passaggio dell’Appia.

Un ulteriore filone di ricerca è stato dedicato a strategie volte ad analizzare, a partire da una ricerca scientifica pura di base, l’applicabilità, mediante diversi tramiti di verifica, degli orientamenti e delle indicazioni contenuti nella Convenzione di Faro: “… the conservation of cultural heritage and its sustainable use have human development and quality of life as their goal”.

La realizzazione di un brand di progetto (MISE –Uff. Brevetti e Marchi, N. dep. 302017000114196), simbolo sia dell’attività di ricerca, sia del territorio che ne è protagonista, è stato uno dei primi passi compiuti verso un piano di diffusione e di promozione del prodotto culturale. Il concetto di “sistema aperto” basato sulla condivisione dei dati viene rafforzato con l’utilizzo del sito web  www.aalproject.eu   e  dei più diffusi social network, attraverso i quali oltre a poter condividere in tempo reale le esperienze, le emozioni ed i risultati è possibile raccogliere i suggerimenti e soddisfare la curiosità dei follower, attraverso un utilizzo strategico della narrazione digitale che vuole promuovere e valorizzare l’eredità culturale materiale e immateriale del territorio.

L’approccio globale della ricerca ha, infatti, sorretto ed arricchito la conoscenza del contesto beneventano in tutti gli aspetti e le forme, fino a valorizzare il rapporto tra ambiente e comunità e la promozione delle essenze culturali quali risorse funzionali allo sviluppo e all’autoconservazione. Tra le varie iniziative, la produzione di un vino “dedicato”, il “Ponterotto. Aglianico dell’Appia”, che è il risultato di un efficace connubio tra ricerca scientifica ed imprese locali, i cui proventi, in forme percentuali, andranno a finanziare le future attività di ricerca.

Nella stessa direzione, l’idea progettuale di un “Museo Lineare” lungo il cammino dell’Appia con la funzione di promuovere la conoscenza del paesaggio ad essa connesso, creando una maggiore consapevolezza dell’importanza della tutela e della buona gestione, al fine di preservarne i caratteri peculiari e garantirne la valorizzazione. A partire da una sede principale collocata in una struttura storica abbandonata o in disuso (masseria, convento, palazzo nobiliare) il “cammino lento” si sviluppa in diversi punti di osservazione individuati da ogni Comune aderente alla Rete, all’interno dei quali prevedere aree di sosta e ristorazione incentrate sulla promozione delle eccellenze locali e delle risorse culturali e ambientali collegate al passaggio dell’Appia e costituire, al tempo stesso, luoghi fisici con funzioni di incubatori di startup e spinoff. In questa direzione, il Protocollo di Intesa con la Rete dei Comuni dell’Appia, il solido rapporto di collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Caserta e Benevento, del Segretariato della Commissione UNESCO Italia costituiscono le basi per delineare attraverso il passato un rilancio culturale, economico e sociale di contesti territoriali unici per le proprie potenzialità.

 

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