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Una disciplina scientifica relativamente moderna sta diventando oggi un fondamentale ausilio per molteplici figure professionali. Come si deduce dal nome stesso, la geoarcheologia interpreta le testimonianze archeologiche avvalendosi delle metodologie e delle tecniche proprie delle scienze della terra. Si colloca dunque al confine tra geologia e archeologia.

Cosa hanno in comune Geologia e Archeologia? Il suolo ovviamente e con esso la lettura delle successioni stratigrafiche, i processi di deposizione e/o alterazione dei sedimenti, fino alle ricostruzioni paleoambientali e paleoclimatiche.

Dunque, in primo luogo, l’elemento di congiunzione tra le due discipline è la stratificazione. Ma che cos’è la stratigrafia? All’interno del suolo sono presenti molteplici strati, che, sia in geologia, sia in archeologia, possono essere definiti come unità omogenee risultanti da fenomeni di erosione/distruzione, movimento/trasporto o deposito/accumulo (Colaianni, s.d.). Per decifrare questi eventi è necessaria la stratificazione archeologica, uno dei principali metodi di indagine utilizzata ancora oggi, che ne permette lo studio degli stradi, della loro composizione e dei loro rapporti nello spazio e nel tempo. Fu E.C: Harris (1983,1989) il primo a sviluppare un metodo di analisi stratigrafica, in grado di fornire una cronologia relativa (Cremaschi, 2004).

Tuttavia, fu addirittura Stenone, nel XVII secolo, a gettare le basi fondamentali della stratigrafia, formulando:

  • il principio di sovrapposizione degli strati: “di due strati sovrapposti, quello inferiore è sempre più antico”.
  • il principio dell’originaria continuità laterale degli strati: “Strati di roccia sono continui fino a che non incontrano altri copri solidi che bloccano la loro deposizione o fino a che non vi agiscono fenomeni post-deposizionali”. Questo si traduce con il fatto che uno strato ha la stessa età per tutta la sua estensione, a meno che non ci siano casi in cui la continuità dello strato non sia lesa.
  • il principio dell’originaria orizzontalità degli strati: “gli strati sono originariamente depositati in maniera orizzontale”(Colaianni, s.d.).

Lo scavo archeologico segue dunque una serie di fondamenti molto importanti per analizzare i rapporti tra uomo e ambiente del passato. Sentendo la mancanza di rappresentazioni grafiche degli strati, Harris, già citato precedentemente, elabora il matrix. Generalmente, i giovani archeologi e geologi si esercitano con la creazione dei matrix proprio come se fossero alle prese con cruciverba o sudoku. Osservandolo, ve ne renderete immediatamente conto. Partiamo dal principio. Che cosa è? Un matrix è una costruzione di una sequenza stratigrafica, nella quale vengono delineate tutte le possibili relazioni di sovrapposizione o di equivalenza fra le unità stratigrafiche. Il diagramma si costruisce partendo dalle unità più alte, procedendo verso il basso. (Cremaschi, 2004). Seguendone i principi stratigrafici sopra menzionati, il matrix porta su carta ciò che il suolo testimonia, partendo dal numero 1 che è lo strato più recente, fino al 15 che rappresenta quello più antico, mostrando contemporaneamente le correlazioni presenti tra i vari strati.

Sezione stratigrafica e Matrix (dal web)

 

Ma come detto precedentemente, la geoarcheologia si avvale dei metodi di indagine propri delle scienze della terra. È dunque fondamentale per un geoarcheologo conoscere la pedologia, che ne analizza il suolo, le sue componenti, le proprietà e i processi pedogenetici; la micromorfologia che consiste nello studio del suolo a scala microscopica, necessario per le ricostruzioni ambientali e climatiche del passato e per individuare le modalità di formazione dei siti archeologici; la sedimentologia che analizza i sedimenti e le rocce sedimentarie (Cremaschi, 2004) e così via.

Diverse tecniche di indagine si fondono per dare ausilio ad una disciplina fondamentale per ricostruire la storia a partire da ciò che per moltissimi anni racchiude al suo interno le testimonianze del passato, il suolo. Così, esso diviene un contenitore di tracce indelebili che racchiude storia e tempo. Ed è proprio di questo che va alla ricerca un professionista del settore, che con lo scavo archeologico li riporta alla luce.

Adesso, saprete sicuramente cosa dire non appena conoscerete per la prima volta un geoarcheologo!

a cura di Carmen Cannizzaro

 

Glossario:
Cronologia relativa: Essa permette di stabilire la successione reciproca con la quale si sono verificati eventi, geologici o biologici, ma non di assegnarne una data (Fonte: clicca qui)
Processi pedogenetici: Pedogenesi (dal greco πέδον, «suolo» e γένεσις, «nascita») è l’insieme di processi fisici, chimici e biologici che portano alla formazione di un suolo (Fonte: clicca qui)
– Rocce sedimentarie: tipo di rocce formate dall’accumulo di sedimenti di varia origine, derivanti in gran parte dalla degradazione e dall’erosione di rocce preesistenti, che si sono depositati sulla superficie terrestre (Fonte: clicca qui)
Sedimenti: Accumulo di particelle solide originatesi per sedimentazione (Fonte: clicca qui).

Bibliografia:
Colaianni, A. (s.d.). What’s the matrix? La stratigrafia e le storie della terra. Tratto da Sapere Scienza: “What’s the matrix? La stratigrafia e le storie della terra”
Cremaschi, M. (2004). Manuale di geoarcheologia. Roma- Bari: Gius. Laterza & Figli.

 

[in copertina: Suolo argilloso (dal web)]

 

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