Sono all’incirca venti i dipinti che uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, se non il più grande – Leonardo da Vinci, ci ha lasciato a testimonianza del suo genio e talento artistico. Ritenuti pilastri della storia dell’arte e simbolo del Rinascimento, i dipinti dell’artista toscano continuano ancora oggi ad affascinarci. Enigmatiche e ricche di simboli, variamente interpretate nel corso degli anni, le sue opere sono tra le più studiate e reputate al mondo. Non a caso, infatti, la scoperta, o forse sarebbe meglio dire la riscoperta, di uno di questi dipinti ha messo in subbuglio ed attratto l’attenzione di esperti e storici dell’arte in tutto il mondo. L’opera in questione è il “Salvator Mundi”, un dipinto su tavola di 46×66 cm, che a seguito di un “tour” di poche settimane verrà messa all’asta a New York dalla Christie’s, casa d’aste londinese di rilevanza mondiale. Come si può dedurre dal titolo del capolavoro, si tratta del ritratto del Cristo benedicente. Il soggetto è rappresentato con la mano destra sollevata e le dita puntate verso l’alto nell’atto di benedire, mentre nella sinistra regge un globo di vetro con all’interno punti luminosi, rappresentanti rispettivamente la sfera e gli astri celesti (Foto 2, 3). Sottoposto ad attenti ed accurati esami scientifici e al parere di critici e professori di fama mondiale, nel 2011 il Salvator Mundi è stato dichiarato un originale da quattro tra i maggiori esperti di pittura leonardesca al mondo e nel 2012 incluso nell’esposizione “Leonardo da Vinci – Painter at the Court of Milan” della National Gallery. Posta di fronte ad un Pollock ed a lato di un Kandinsky e un Magritte, producendo un particolare, ma affascinante contrasto tra arte moderna e contemporanea e arte rinascimentale, l’opera è momentaneamente esposta al Minnesota Street Project di San Francisco (Foto 3, 4).

L’odissea del Salvator Mundi.

Affascinante e quasi incredibile è la storia di questo dipinto. Commissionato dal re di Francia Luigi XII, viene realizzato da Leonardo tra il 1506 e il 1513. Passa poi nella mani dei re d’Inghilterra Carlo I e successivamente Carlo II, per poi finire nelle collezioni di un numero indefinito di nobili britannici collezionisti di opere d’arte. Nel 1763, dopo l’ennesima vendita, se ne perdono le tracce. Qualche decennio dopo, un noto collezionista di opere d’arte, Sir Francis Cook, lo acquista. Ciò che, tuttavia, il nobile inglese non sa è che l’opera in questione è un dipinto di Leonardo. Infatti, nel corso degli anni il Salvator Mundi perde l’attribuzione leonardesca e viene spesso associato alla scuola milanese e, di tanto in tanto, ad alunni di Leonardo. Dopo essersene perse le tracce per più di 100 anni, il capolavoro del maestro fiorentino viene venduto nel 1958 per 45 sterline da un venditore totalmente all’oscuro del valore effettivo dell’opera in questione. Nel 2005, un consorzio di commercianti ed investitori d’arte della Louisiana acquista il dipinto per 10.000 dollari e ne finanzia il restauro e lo studio. Il 2011 è l’anno della svolta. Infatti, quattro tra i più influenti critici d’arte ne decretano l’autenticità. Il dipinto viene dunque venduto per il valore di 127.5 milioni di dollari al magnate russo Dmitry Ryboloviev. Attualmente la casa d’aste Christie’s è in possesso del dipinto. L’opera, esposta prima ad Hong Kong, è attualmente a San Francisco e tra pochi giorni sarà esposta a Londra e successivamente a New York, dove verrà messa all’asta venerdì 15 Novembre, a partire da una base di 100 milioni di dollari. Al pubblico verrà sfortunatamente preclusa l’opportunità di vedere dal vivo il dipinto nel caso venisse acquistato da un collezionista privato.

Prove dell’autenticità.

Come già accennato, nel corso degli anni, probabilmente a causa dei continui spostamenti e delle continue modifiche, il Salvator Mundi perde l’attribuzione leonardesca. Infatti, nel tempo, vengono sovrapposti al dipinto strati di pittura e vernice. Alla figura del Cristo sono aggiunti baffi e barba, mascherando le tipiche linee del pittore toscano. L’opera perde quindi valore e fama, e viene considerata una semplice copia. Tuttavia, dopo un primo restauro e la rimozione degli strati più superficiali di pittura e vernice, l’opera attrae nuovamente l’attenzione degli esperti di storia dell’arte, che individuano e riconoscono i tratti e le pennellate caratteristiche della pittura vinciana. Analisi più accurate svolte dalla restauratrice Dianne Modestini, rivelano inoltre un pentimento. I pentimenti vengono spesso infatti considerati prove dell’originalità delle opere. Un’ennesima riprova sembra poi venire dai pigmenti che, analizzati e confrontati con quelli della Vergini delle Rocce, confermano Leonardo come autore del capolavoro. Infine, nel 2011 Carmen C. Bambach, Pietro Marani, Maria Teresa Fiorio e Martin Kemp, critici e storici dell’arte di fama mondiale, vengono invitati dalla National Gallery per decretarne, o smentirne, l’autenticità. I quattro esperti inseriscono all’unanimità il Salvator Mundi nell’elenco dei dipinti leonardeschi, facendolo entrare ufficialmente nell’olimpo delle opere rinascimentali. Kemp ha infatti dichiarato che nonostante il suo scetticismo e la sua costante ricerca di difetti che contraddicano l’originalità del Salvator Mundi, non è riuscito a smentirne l’autenticità. Marani dal canto suo sottolinea come “la qualità della pittura, i colori meravigliosi, i rossi e gli azzurri del panneggio […] ricordano proprio quelli dell’Ultima Cena” (Corriere.it). Tuttavia, critiche a questa interpretazione non mancano. In particolare, quelle mosse da Walter Isaacson e Frank Zöllner. Isaacson ritiene un’anomalia per Leonardo il fatto che la sfera sorretta dal Cristo non rispetti le leggi dell’ottica, argomento studiato in modo approfondito dall’artista fiorentino. Zöllner dal canto suo ritiene che l’opera sia molto probabilmente stata prodotta da un alunno di Leonardo o da un suo seguace, ma non dal maestro stesso. Un altro esperto, opposto al parere della maggior parte dei critici, è Michael Daley. Quest’ultimo ritiene la postura del Cristo non in linea con le innovazioni tipiche di Leonardo, vale a dire la torsione del busto e del volto. Inoltre suggerisce che, prendendo come riferimento una copia dell’opera originale prodotta da Wenceslaus Hollar nel XVII secolo, la mano riflessa nella sfera nell’originale seguirebbe le leggi di deviazione. Nonostante le critiche, che non mancano mai per qualsiasi opera di levatura e rilevanza mondiale, la maggioranza degli esperti di storia dell’arte ritiene sicuro attribuire il Salvator Mundi a Leonardo da Vinci.

Nonostante le analisi e i continui test, la verità assoluta molto probabilmente non sarà mai raggiunta. E’ indubbio che un alone di mistero continuerà ad avvolgere quest’opera, che rimarrà perciò, come molte altre opere leonardesche, un affascinante enigma. Ma è proprio anche grazie a questo che le opere dell’artista fiorentino godono oggi di fama mondiale e che Leonardo è considerato uno dei più grandi, se non il più grande, artista di tutti i tempi.

Recensione a cura di Claire Challancin

 

Glossario:
Pentimento: Il pentimento è una modifica del lavoro originale effettuata dall’artista durante la produzione dell’opera. Queste modifiche sono solitamente nascoste sotto ad uno strato successivo di pittura. In alcuni casi, diventano visibili perché lo strato più superficiale diventa trasparente nel tempo. I pentimenti possono inoltre essere individuati tramite l’utilizzo di riflettografia infrarossa (analisi che sfrutta i raggi infrarossi per leggere strati meno superficiali di un dipinto ndr.) e raggi X. Sono interessanti perché mostrano come l’artista ha modificato nel tempo la sua opera ed, alcune volte, servono ad individuare l’autore dell’opera stessa. (Traduzione da The National Gallery Glossary)
Salvator Mundi: Salvator Mundi, dal latino Salvatore del Mondo, è il nome usato per descrivere le raffigurazioni di Cristo, usato in particolar modo in Europa verso la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. In tali rappresentazioni Cristo è solitamente ritratto ad una distanza ravvicinata (mezzobusto), spesso nell’atto di benedire. Queste raffigurazioni del soggetto venivano prodotte come oggetti di devozione personale. (Traduzione da The National Gallery Glossary)

 

Sitografia: 

Alberge, Dalya. “Mystery over Christ’s Orb in $100m Leonardo Da Vinci Painting.” The Guardian, Guardian News and Media, 18 Oct. 2017, www.theguardian.com/artanddesign/201 7/oct/19/mystery-jesus-christ-orb-leonardo-da-vinci-salvator-mundi-painting 

“All’asta Il ‘Salvator Mundi’, L’ultimo Leonardo in Mani Private.” National Geographic, National Geographic, 11 Oct. 2017, www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2017/10/11/ news/all_asta_ultimo_leonardo_posseduto_da_un_privato-3702657/

BBC Production: “Da Vinci: The Lost Treasure.” Films Media Group, 2011, fod.infobase.com/PortalPlaylists.aspx?wID=97897&xtid=52452. Accessed 19 Oct. 2017

Desmarais, Charles. “Rare Leonardo Painting to Stop in San Francisco before $100 Million Auction.” SFGate, SFGate, 11 Oct. 2017, www.sfgate.com/news/article/Rare-Leonardo- painting-to-stop-in-San-Francisco-12271061.php

Matthews, Damion. “Leonardo Da Vinci’s ‘Salvator Mundi’ Comes to San Francisco.” SFLUXE, SFLUXE, 17 Oct. 2017, sfluxe.net/leonardo-da-vinci-salvator-mundi/

Panza, Pierluigi. “Il Leonardo Ritrovato in America.” Il Leonardo Ritrovato in America, Corriere.it, 5 July 2011, www.corriere.it/cultura/11_luglio_01/panza-ritrovato-il-leonardo-in- america_51827df2-a3d6-11e0-831c-4f5919d97524.shtml?refresh_ce-cp

The National Gallery, www.nationalgallery.org.uk/paintings/glossary.

 

English Version

Fascination and Enigma – Leonardo da Vinci’s Salvator Mundi

One of the greatest artists of all times, if not the greatest – Leonardo da Vinci – has left us no more than 30 paintings, testimonies of his artistic genius and talent. Milestones of the history of art and symbols of Renaissance, the Tuscan artist’s paintings fascinate experts and art lovers still today. Enigmatic and rich in symbols, his works have been thoroughly studied in the past decades by a great number of scholars, who have given a wide variety of different interpretations. Exactly because of the standing and prestige of this artist and his artistic production, the discovery, or rather the rediscovery, of one of his works has produced great interest and disarray among experts and art historians all over the globe. The reason of this confusion is the painting “Salvator Mundi” – Saviour of the World, a 25.8×17.9 inches oil on walnut, that after a ‘tour’ of few weeks will be sold at an auction in New York City, organized by Christie’s, one of the most important auction houses in the world. As it can be inferred from the title of the painting, the work portrays the figure of Christ blessing the viewer. Indeed, the subject is presented with his right hand and fingers pointing up, while the left hand holds a crystal globe illuminated by bright points, representing the celestial sphere and the stars. (Pictures 2, 3) In 2011, after having been exposed to scientific studies and to the analysis of four of the most important and influential experts of Leonardo’s production in the world, the painting has been verified as Leonardo’s original work. The following year Salvator Mundi has been shown at the exhibition organized by the National Gallery “Leonardo da Vinci – Painter at the Court of Milan”. Right now the painting is being displayed in San Francisco. Facing a Pollock, and at the side of a Kandinsky and a Magritte, thus creating an interesting contrast between modern and contemporary art and Renaissance art, it is now exhibited for few days at the Minnesota Street Project art gallery. (Pictures 4, 5)

Salvator Mundi’s Odyssey

The history of this painting is fascinating and almost incredible. Commissioned by Louis XII king of France, Leonardo painted the Salvator Mundi between 1506 and 1513. After few years the painting ends up in the hands of king Charles I of England and subsequently in the ones of his successor, Charles II. It then becomes property of an indefinite number of British noblemen, until 1763, when it disappears from the records. A few decades later, Sir Francis Cook, an art collector, buys the painting. However, what the English nobleman does not know is that the painting is actually a Leonardo’s piece. Indeed, during the years the work had not been associated to Leonardo, but to the school of Milan, and sometimes to a Leonardo’s pupil. Yet, the painting disappears again from the records for more than 100 years. In 1958, Salvator Mundi is sold for 45 pounds by a seller absolutely unaware of the real value of the masterpiece. Some decades later, in 2005, a Louisiana consortium of art dealers and investors buys the work for $ 10.000, and sponsor a first restoration and study. Finally, in 2011 a team of experts and scholars declares the painting an authentic Leonardo work. Afterwards, the Russian magnate Dmitry Ryboloviev buys the work for $ 127.5 million. Right now the painting is on display in San Francisco by the auction house Christie’s that owns the masterpiece. The painting has been exhibited by the auction house in Hong Kong, and will be shown in London and eventually in New York City, where there will be an auction from a starting value of $ 100 million. If a private collector buys the painting, the public will unfortunately not have the opportunity to admire Leonardo’s masterpiece anymore.

Authenticity proofs

As previously stated, throughout the years the painting stops to be identified as a Leonardo’s production. Due to the relocations and changes in ownership, the painting lost its identity as a Leonardo work. Moreover, during the years layers of paint and varnish are added to the original; mustaches and beard are painted on the Christ, hiding Leonardo’s characteristic lines and strokes. Therefore, the work loses its original features and is most often discredited as a simple copy of the florentine artist’s original masterpiece. Yet, after a first restoration, the superficial layers of paint were removed, revealing anew the leonardian typical traits. More in-depth analyses of the work, conducted by the restorer Dianne Modestini, show a pentimento, which scholars consider strong evidence of the authenticity of works. Furthermore, the pigments, analyzed and compared to the ones of the Virgin of the Rocks,  provide additional proof and assert Leonardo as the artist. In 2011 the National Gallery invited four of the most famous and influential art historians and critics – Carmen C. Bambach, Pietro Marani, Maria Teresa Fiorio e Martin Kemp – to decreet, or deny, the authenticity. Unanimously the four scholars claimed and added the Salvator Mundi into the list of Leonardo’s works, officially declaring it as one of the most important paintings in the world. Kemp has indeed said that although he has constant skepticism, and research for flaws pointing to the inauthenticity of the work, he has not been able to find any. Marani, on the contrary, argues how “the quality of the painting, the beautiful colors, the reds and blues […] exactly remind to the ones of the Last Supper” (translated from Corriere.it). Yet, disapproval to this interpretation is not lacking, particularly, from critics Walter Isaacson and Frank Zöllner. The first argues that the globe, not respecting the laws of optics, is not consistent with Leonardo’s studies and rigor. Indeed, it would be anomalous for an artist as precise and meticulous as Leonardo to just ignore those laws. On the other hand, Zöllner points out how the work is actually more likely to have been painted by a Leonardo’s pupil, not by the artist himself. Another negative critique has been moved by scholar Michael Daley. The expert claims that the posture of Christ does not follow the innovations introduced by the Florentine artist – namely the twisting of the bust and face. Moreover, basing his argument on a copy of the original work of the XVII century by Wenceslaus Hollar, he suggests that in the original painting the sphere respects the optical deflections. Nevertheless, as disapproval and negative critiques are never lacking, the majority of experts have argued that Salvator Mundi is indeed Leonardo’s painting.

Even with the continuous analyses and examinations, the absolute truth will most probably never be achieved. It is doubtless that an air of mystery will always surround this masterpiece, which will remain a fascinating enigma, like many other Leonardo’s works. Yet, it is thanks to these riddles that Leonardo’s masterpieces are globally famous and admired. The enigma and fascination that surround these works are indeed the reasons why the Tuscan artist is considered one of the greatest, if not the greatest, artist of all times.

 

Glossary:
Pentimento: The word pentimento is derived from the Italian ‘pentirsi’, which means to repent or change your mind. Pentimento is a change made by the artist during the process of painting. These changes are usually hidden beneath a subsequent paint layer. In some instances they become visible because the paint layer above has become transparent with time. Pentimenti (the plural) can also be detected using infra-red reflectograms (test that uses infra-red rays to analyze the less superficial layers of a painting ed.) and X-rays. They are interesting because they show the development of the artist’s design, and sometimes are helpful in attributing paintings to particular artists. (The National Gallery Glossary)
Salvator Mundi: Salvator Mundi, Latin for Saviour of the World, is the name applied to a type of image of Christ which was particularly favoured in Europe in the late 15th and early 16th centuries. In such pictures Christ is usually shown in ‘close-up’, often in the act of blessing the viewer. These iconic treatments of the subject were intended to be objects of personal devotion. (The National Gallery Glossary)

 

Sitography:

Alberge, Dalya. “Mystery over Christ’s Orb in $100m Leonardo Da Vinci Painting.” The Guardian, Guardian News and Media, 18 Oct. 2017, www.theguardian.com/artanddesign/201 7/oct/19/mystery-jesus-christ-orb-leonardo-da-vinci-salvator-mundi-painting 

“All’asta Il ‘Salvator Mundi’, L’ultimo Leonardo in Mani Private.” National Geographic, National Geographic, 11 Oct. 2017,   www.sfgate.com/news/article/Rare-Leonardo- painting-to-stop-in-San-Francisco-12271061.php

BBC Production: “Da Vinci: The Lost Treasure.” Films Media Group, 2011, fod.infobase.com/PortalPlaylists.aspx?wID=97897&xtid=52452. Accessed 19 Oct. 2017

Desmarais, Charles. “Rare Leonardo Painting to Stop in San Francisco before $100 Million Auction.” SFGate, SFGate, 11 Oct. 2017, www.sfgate.com/news/article/Rare-Leonardo- painting-to-stop-in-San-Francisco-12271061.php

Matthews, Damion. “Leonardo Da Vinci’s ‘Salvator Mundi’ Comes to San Francisco.” SFLUXE, SFLUXE, 17 Oct. 2017, sfluxe.net/leonardo-da-vinci-salvator-mundi/

Panza, Pierluigi. “Il Leonardo Ritrovato in America.” Il Leonardo Ritrovato in America, Corriere.it, 5 July 2011, www.corriere.it/cultura/11_luglio_01/panza-ritrovato-il-leonardo-in- america_51827df2-a3d6-11e0-831c-4f5919d97524.shtml?refresh_ce-cp

The National Gallery,www.nationalgallery.org.uk/paintings/glossary.

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