Condividi su

 

Ferrara: itinerari nella rinascita post-sisma delle campanerie emiliane

Domenica 22 settembre 2019, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna, Campanari Ferraresi e Unione Campanari Bolognesi propongono tre appuntamenti dedicati a un bene culturale molto particolare, il patrimonio campanario, bene mobile e immobile, materiale e immateriale al tempo stesso.
Un viaggio alla scoperta della tradizione campanaria, del suo legame con il territorio e dei suoi monumenti simbolo, così imponenti e così vulnerabili

 

(courtesy SABAP-BO)

Gioioso, romantico, arcano e, nel sentire collettivo, simbolo di liturgia e quasi sempre sinonimo di festa, il suono delle campane ritma il cammino dell’uomo e ne scandisce il tempo. Ma le campane, il loro suono e tutto ciò che serve a produrlo sono molto più di un conforto dell’anima, sono un bene culturale a tutti gli effetti che, come tale, va difeso e valorizzato.
Il 27 febbraio 2019 la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e cinque Associazioni Campanarie del territorio, l’Unione Campanari Bolognesi, il Gruppo Campanari Padre Stanislao Mattei Bologna, i Campanari Ferraresi, l’Unione Campanari Modenesi “Alberto Corni” e l’Unione Campanari Reggiani, hanno siglato un’intesa operativa per la tutela e valorizzazione del patrimonio campanario storico.
Domenica 22 settembre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, Soprintendenza, Campanari Ferraresi e Unione Campanari Bolognesi propongono l’apertura dei campanili di Vigarano Pieve, Renazzo di Cento e Cento per illustrare sul campo le caratteristiche di un’attività a volte percepita come folkloristica e che invece racchiude in sé una lunga tradizione e un forte legame con il territorio e i suoi monumenti simbolo.  Le aperture di campanili consentiranno di toccare con mano l’arte antica e raffinata dei campanari e ascoltare il suono prodotto secondo le varie tecniche (suono alla bolognese e alla reggiana) visitando al tempo stesso luoghi straordinari minacciati dal tempo, da interventi di elettrificazione e dai danni causati dal sisma.


Domenica 22 settembre 2019
Campanili di Vigarano Pieve, Renazzo di Cento e Cento (FE)
Campanili, campane, arte e tecnica campanaria: un patrimonio culturale al servizio della liturgia, custodito dai campanari ma di tutti e per tutti
Visite guidate ai campanili con dimostrazioni di suono

(courtesy SABAP-BO)

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, il mondo della tradizione campanaria emiliana apre al pubblico i suoi luoghi più significativi sia dal punto di vista materiale (i campanili e le loro campane) che immateriale (il patrimonio musicale, tecnico, sociale e culturale) con un variegato programma diffuso in tutti i territori colpiti dal sisma.
Saranno aperti al pubblico alcuni campanili recentemente oggetto di interventi di ripristino dei danni del sisma e si potranno visitare alcune scuole campanarie, autentici scrigni di competenze e saperi, ambienti preziosi e suggestivi in cui si tramanda la tradizione campanaria formando i campanari di domani.
La giornata si concluderà alle ore 18-18.30 con il suono delle campane che annunciano la riapertura del Duomo di Mirandola, in Piazza della Conciliazione, al termine dei lavori di ricostruzione post sisma: l’iniziativa è a cura dell’Associazione corde di Bronzo di Mirandola, con la presenza di delegazioni delle associazioni campanarie regionali che svolgeranno il solenne servizio liturgico di suono, contribuendo ad inviare un messaggio di speranza per tutte le comunità colpite dai terremoti.

Tutto il programma su TUTELA E CONSERVAZIONE Itinerario nella rinascita delle campanerie emiliane Percorsi di scoperta del nostro patrimonio campanario

Visite guidate ai campanili di Vigarano Pieve, Renazzo di Cento e Cento

Vigarano Mainarda (FE), località Vigarano Pieve
Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, Via per Mantova n. 120
Dalle 9 alle 11
Apertura del campanile con visite guidate e suoni “a doppio” a cura dei Campanari Ferraresi
È consigliato abbigliamento sportivo e scarpe comode.
Info e prenotazioni campanariferraresi@gmail.com oppure Giovanni Vecchi 348 3032930
Vigarano Pieve, un lavoro ben fatto. Vigarano Pieve è stato dal 2008 al 2012 la palestra dei Campanari Ferraresi: le campane del fonditore Bolognese Serafino Golfieri hanno infatti il peso ideale per avviare i giovani campanari e raffinare la tecnica dei suonatori già formati.
Il terremoto che ha colpito l’Emilia ha danneggiato gravemente tutto il settecentesco complesso parrocchiale, oggetto di lavori impegnativi fino al prossimo novembre.
Particolarmente complesso il consolidamento del campanile, per la difficoltà di individuare soluzioni tecniche che permettessero di rinforzare la struttura senza invadere le postazioni di suono dei campanari. A Vigarano troviamo infatti un bell’esempio di montaggio di campane a “doppio” databile alla seconda metà del XIX secolo, operato sfruttando tutto lo spazio interno alla torre con soluzioni particolarmente originali come le postazioni di suono “da sedere” o le nicchie scavate nel muro per ospitare i campanari.
In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio sarà possibile visionare la cella restaurata (i lavori dovrebbero terminare per allora anche se il cantiere sarà ancora in corso), accedendo al campanile dal retro.
Per i campanari sarà l’occasione per descrivere la propria attività e la fattiva collaborazione con la Soprintendenza e per sottolineare la sensibilità di tutti gli operatori impegnati nella ricostruzione con la passione e competenza che rende famoso nel mondo il nostro paese.

 

Cento (FE), località Renazzo
Parrocchia di San Sebastiano, Piazza Ferruccio Lamborghini
Dalle 9 alle 10 e dalle 11 alle ore 12
Apertura del campanile di San Sebastiano con visite guidate a cura dell’Unione Campanari Bolognesi
Ingresso gratuito per gruppi di 8-10 persone per volta.
È consigliato abbigliamento sportivo e scarpe comode.
Info e prenotazioni info@unionecampanaribolognesi.it oppure 371 4165441
Renazzo, un campanile d’autore.
 Ha resistito al terremoto ma ha richiesto molti lavori di manutenzione: questo è un prestigioso campanile d’autore, progettato dall’architetto bolognese Angelo Venturoli e costruito fra il 1793 e il 1799. E’ alto 53 metri alla croce e pende, da sempre: ha un angolo di pendenza di 1,518° e la croce è fuori asse di 1 metro e 28 centimetri.
Ha dovuto essere rinforzato e protetto nel caso si presentassero altri eventi sismici. Sulle lesene esterne del fusto sono state inserite reti in fibra di carbonio con malta a base di calce, all’interno è stata posta una ristilatura armata sottotraccia mentre gli archi delle volte della cella campanaria sono stati ripristinati con cunei di acciaio inox. Le fondazioni sono state cerchiate e rinforzate come protezione antiribaltamento in caso di terremoto. E per non essere da meno della chiesa, progettata dall’architetto Carlo Francesco Dotti, è stato intonacato e ritinteggiato all’esterno. A vederlo ora pare non sia successo nulla, l’Ing. Giovagnoni, anche lui bolognese, è intervenuto strutturalmente senza lasciare tracce evidenti, rispettando e mantenendo il prestigio dell’edificio.
Quattro prestigiose campane del fonditore Bolognese Cesare Brighenti per un peso complessivo di 2.404 kg sono rientrate in cella nel 1946; le precedenti del fonditore Angelo Rasori, datate 1819, erano state requisite nel 1943 e fuse per scopi bellici.
L’iconografia sulle campane riconduce ai santi del luogo, San Sebastiano sul fronte della grossa, la Beata Vergine del Carmine sulla mezzana,  mentre su tutte è presente il nome del fonditore, l’anno di fusione e il nome del parroco che ha commissionato il lavoro, all’epoca Leopoldo Bonetti. Ci sono poi i nomi dei tanti caduti renazzesi della seconda guerra mondiale: non potendo far rifondere ciò che il fascismo aveva trafugato, i preti locali nel dopoguerra hanno voluto rendere omaggio ai loro caduti in questo modo.
Il campanile svetta e lo si vede da lontano: anche quando era tutto ‘impacchettato’ da un groviglio di impalcature è rimasto un forte simbolo identitario del paese. Le campane, con la forza del loro peso, hanno rintoccato quella notte del 20 maggio e, nonostante l’inagibilità, hanno salutato Don Ivo il giorno del funerale e suonato a festa per l’apertura della chiesa. E son tornate a suonare a doppio il 20 gennaio 2019, giorno del patrono San Sebastiano, il più trafitto dei santi, in una sorta di inaugurazione del rinnovato campanile.

 

Cento (FE)
Parrocchia di San Biagio, ritrovo all’ingresso in via Matteotti
Dalle 16 alle ore 19
Apertura del campanile con visite guidate a cura dell’Unione Campanari Bolognesi
Ingresso gratuito per gruppi di 10-12 persone per volta.
È consigliato abbigliamento sportivo e scarpe comode.
Info e prenotazioni info@unionecampanaribolognesi.it oppure 371 4165441
San Biagio di Cento, un custode della centesità. Il campanile della chiesa collegiata e parrocchiale di San Biagio fu costruito tra il 1760 e il 1763 su disegno dell’architetto centese Pietro Alberto Cavalieri a completamento delle opere di ricostruzione della chiesa intraprese dal Torreggiani a partire dal 1740.
La nuova torre, alta 57 metri, sostituì quella più antica, di forme romaniche, e fu posizionata non più all’interno delle mura della chiesa ma sul limite della via Grande, oggi via Matteotti.
Il campanile ha i caratteri architettonici tradizionali di quelli di area bolognese; tratti barocchi ha invece l’architettura esterna della cella campanaria, con modanature in marmo bianco, colonne d’angolo e mensole reggi fiaccole. Alloggiata in una nicchia rivolta su via Matteotti, è la statua marmorea di San Biagio, raffigurato con la mano alzata e il volto girato verso la piazza della città.
La cella campanaria è un vero scrigno che custodisce cinque campane originali e particolari, uno dei pochi esempi di concerto a cinque campane intonate con il tritono. La grossa è di Giovanni Domenico Dinarelli e risale al 1673 mentre le piccole, datate 1794, sono opera di Angelo Rasori. Le note sono Fa3 Sol3 La3 Si3 Do4: qui “l’onda”, cioè l’oscillazione tipica dei campanili bolognesi, si fa sentire. Particolare la tecnica delle ribattute che consiste in colpi di battaglio a mano mentre le campane sostano con la bocca verso l’alto; le ribattute si intercalano alle campane che roteano creando un arricchimento musicale che disorienta piacevolmente.
La punta, 53 quintali di mattoni e guglia in marmo con croce e banderuola, fu portata a terra a causa dell’incrinatura del sisma 2012, ricostruita e infine riposizionata a fine lavori.

Gli eventi sono promossi dall’Unione Campanari Bolognesi e dai Campanari Ferraresi in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e le parrocchie interessate

info e prenotazioni

Per l’Unione Campanari Bolognesi: info@unionecampanaribolognesi.it , www.unionecampanaribolognesi.it  prenotazioni 3714165441
Per i Campanari Ferraresicampanariferraresi@gmail.com, Presidente Giovanni Vecchi 3483032930

 

La tradizione campanaria emiliana è una delle più ricche e attive a livello nazionale ed europeo e si sviluppa in un ampio territorio che comprende le provincie di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara, spingendosi fino alla Romagna, nelle Province di Ravenna e Forlì. Le modalità del suono delle campane hanno elementi comuni ma si differenziano per alcune peculiarità tecniche tipiche di ciascuna zona.
La tradizione campanaria emiliana vive grazie all’attività di squadre di campanari locali che assicurano la continuità della tradizione attraverso scuole e corsi per allievi, curando la conservazione dei campanili e delle strutture campanarie e offrendo i propri servizi di suono in occasioni solenni, sia religiose che civili.
Le principali associazioni campanarie presenti sul territorio (Unione Campanari Reggiani, Unione Campanari Modenesi, Unione Campanari Bolognesi, Gruppo Campanari Padre Stanislao Mattei, Campanari Ferraresi) e la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara hanno siglato il 27 febbraio scorso un’intesa operativa  per la tutela e la valorizzazione del patrimonio campanario storico,  un patrimonio che ha caratteristiche uniche essendo al tempo stesso mobile -la campana, associabile a un qualsiasi strumento musicale- e immobile -l’architettura che la comprende e nella quale è totalmente integrata- ma anche portatore di valori liturgici, storico-artistici e culturali così come sociali, sonori e iconografici.
Le aperture dei campanili e delle scuole sono un’occasione straordinaria per toccare con mano l’arte antica e raffinata dei campanari e ascoltare il suono prodotto secondo le varie tecniche. Queste iniziative offrono inoltre la possibilità di visitare luoghi straordinari minacciati dall’incuria del tempo e dall’abbandono, dagli interventi di elettrificazione e recentemente dai danni causati dal sisma. Sotto questo punto di vista la presenza di campanari è un segno di speranza e vitalità, di coesione delle comunità e di capacità di vivere in una dimensione sociale e aggregativa il momento della difficoltà e quello della festa.
il terremoto riduce al silenzio sordo e doloroso che fa seguito al fragore del crollo dei muri, ancora vivo nella memoria dei testimoni. Il suono delle campane rompe questo silenzio e restituisce speranza. La ricostruzione e la conservazione del patrimonio della tradizione è una sfida per il futuro, volta a preservare con tenacia e sensibilità le ricchezze insospettabili e nascoste del territorio. Le iniziative proposte vogliono offrire un percorso di approfondimento sui contenuti della tradizione campanaria e del suo forte legame con il territorio e con i suoi monumenti simbolo. Il filo conduttore è l’attenzione per la conservazione, preservazione e tutela di un patrimonio culturale di nicchia ma ricco di significati e di storia. Non a caso l’evento culminante coincide con la riapertura del Duomo di Mirandola dopo la ricostruzione post sismica, segno tangibile e di grande valore simbolico per l’intero territorio emiliano.

 

[Comunicazione istituzionale a cura di Carla Conti – Ufficio stampa  Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara]

 

 

Print Friendly, PDF & Email

RIPRODUZIONE RISERVATA ©OsservArcheologiA

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.