in Euterpe – Rivista di Letteratura (ISSN 2280-8108), I, 2011

L’attività del sogno è parte del pensiero umano pertanto ha sempre interessato l’uomo sin dai primordi della civiltà. Gli antichi, in particolare a partire dalla preistoria e poi successivamente la civiltà greca, seguivano il cosiddetto rituale dell’incubazione. si tratta di una pratica di tipo magico-religioso durante la quale l’individuo era praticamente chiamato a dormire in una zona prescelta, e perciò ritenuta sacra, al fine di sperimentare il sogno, ossia un percorso mediante il quale si potevano ottenere rivelazioni sul futuro, oppure ricevere cure e benedizioni di vario tipo. Quindi, una vera e propria funzione profetica e risanatrice.

In epoca sumerica, il sognatore era colui che scendeva in un luogo sacro sotterraneo. Qui vi dormiva per un’intera notte. Il giorno seguente raccontava il suo sogno ad un sacerdote, e questi lo interpretava per rivelarne poi la profezia.

I Greci invece, si recavano in una grotta o in un bosco sacro, luogo dove vivevano un’esperienza estrema in isolamento sognando a lungo: una sorta di morte rituale seguita dalla sua rinascita. Al suo risveglio, l’individuo ‘sognatore’ veniva riportato all’esterno e sulla sedia del ricordo raccontava ciò che aveva vissuto attraverso il proprio sogno. Il tutto si concludeva con ulteriori rituali al fine di aiutare l’individuo ad apprezzare la realtà quindi, a percepirla con occhi diversi. Diversamente si spostavano presso il tempio di Apollo dio della medicina e non a caso degli oracoli.  Presso il suddetto tempio, i sognatori ponevano sotto la propria testa le foglie di alloro, la pianta sacra al dio Apollo, che veniva successivamente bruciata. I sogni rientravano nell’ambito delle attività del tempio essendo vicini alla sfera religiosa in quanto capaci di risolvere le difficoltà e i malesseri di tipo psico-fisico. Essi in tal senso, essendo rappresentazione del dramma interiore o di quello vissuto nel sogno stesso, costituiscono un mezzo di trasformazione ed evoluzione che consente il rinnovamento personale, dunque il ricordo che diventa vero e proprio strumento terapeutico.

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