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Ciao a tutti!
In questo post vi porto a fare un breve tour nel Parco Archeologico di Ostia antica: da Porta Romana lungo il decumano massimo fino alla zona compresa tra il Tempio Rotondo e il Capitolium grazie alle fotografie scattate dalla mia umana, che di seguito vi spiegherà tutto.
Buona passeggiata.

MeLa
#archeoDogInfluencer

 

Il Parco Archeologico di Ostia antica offre l’opportunità discegliere il proprio percorso di visita sulla base dei diversi aspetti storici che si vogliono approfondire:
– il percorso lungo il decumano che permette di coglierne sia gli aspetti commerciali ed economici dell’anica città portuale (luoghi di scambio, edifici di rappresentanza, modi e luoghi di produzione, fulloniche, il Piazzale delle Corporazioni, tabernae, magazzini), sia i vari e diversi culti presenti, il Mitraismo, il Cristianesimo, nonché la scoperta degli edifici sacri;
– l’area del Foro costituito dalle Terme, il cardo massimo, il Piccolo Mercato, il thermopolium, le tabernae dei Pescivendoli e il Macellum, la Basilica e il tempio rotondo, quindi, il centro politico, commerciale e religioso dell’antica città portuale;
– il percorso attorno a Via della Foce tra i quartieri del porto fluviale per conoscere le popolazioni orientali e i loro culti;
Porta Marina e dintorni dove si possono osservare le soluzioni architettoniche e le tecniche edilizie di Ostia.

Per visualizzare bene i percorsi, clicca qui >>> Mappa interattiva di Ostia Antica <<<

Il percorso che ho scelto di visitare io assieme alla mia archeoDogInfluencer e a mio marito, è quello lungo il decumano sbirciando l’area del Foro, e ve lo mostro attraverso i miei scatti fotografici accompagnati da brevi didascalie. Infatti, alla fine troverete la bibliografia di riferimento nonchè, una sitografia dedicata, così che possiate approfondire maggiormente in merito.
Buon viaggio visivo,
Mariapia, Michele & MeLa 🙂

 

Una volta varcato l’ingresso nei pressi di Porta Romana lungo via Ostiense, abbiamo visto la Tomba degli Architetti, la cui facciata rivolta a nord è caratterizzata dalla presenza di elementi architettonici in laterizio sormontati da archi: le lunette sono decorate a intarsio policromo con mattoni gialli e rossi alternati a elementi in tufo e pietra pomice.
Quando fu costruita agli inizi del I sec. d.C. la tomba si presentava inizialmente come un recinto funerario in opera reticolata poi nella seconda metà del I sec. d.C., fu trasformata in un colombario, con nicchie per le urne cinerarie lungo le pareti; dal II sec. d.C. vennero aggiunte nicchie più grandi per sepolture a inumazione, e due ambienti di collegamento verso la Via dei Sepolcri.

Proseguendo ci siamo trovati tra il Piazzale della Vittoria o della Minerva

ed i Magazzini repubblicani, complesso commerciale che sorse alla fine del I sec. a.C. probabilmente proprio in relazione con il porto fluviale posto a nord.

 

Continuiamo il nostro tour lungo il decumano che. assieme al cardine (cardo), costituivano la viabilità principale della città, incrociandosi in prossimità del Foro.
Il decumano era quel tratto urbano che dalla via Ostiense, correva in direzione est-ovest dirigendosi verso il mare. Il cardine invece, corrispondeva al tracciato urbano della più antica via Laurentina, nel tratto meridionale, mentre raggiungeva la sponda del Tevere nel tratto settentrionale creato ex novo. Tuttavia, esisteva una fitta rete di vie secondarie aventi anche scopi commerciali, come ad esempio via della Foce, ed altri che spesso si impostavano su più antichi percorsi, a cui si deve l’irregolarità negli orientamenti dei diversi quartieri.

 

siamo arrivati in Via dei Vigili:

in prossimità delle Terme di Nettuno:

Poco più avanti troviamo l’area del Teatro e il centro delle corporazioni commerciali

Accanto al Teatro vi sono i Quattro Tiempietti, un complesso costruito intorno alla metà del I sec. a.C. composto da quattro edifici identici nella forma e nella dimensione. Si tratta dei templi di Venere, della fortuna, di Cerere e della Speranza (Spes).

Più avanti, il Capitolium:

Di fronte al Capitolium, troviamo il Tempio di Augusto e Roma nel Foro, costruito da Tiberio (I sec. a.C.), del quale si sono conservati notevoli frammenti della decorazione architettonica che oggi sono visibili montati su un muro moderno a sinistra del templi, assieme alla statua di Roma in costume da Amazzone.

Da qui risalendo via dei Fori, abbiamo visto le Terme del Foro:

Proseguendo verso nord-est, abbiamo trovato il Ninfeo dei Serpenti, luogo di culto dedicato alla divinità orientale Mitra che fu costruito nella seconda metà del III sec. d.C. all’interno di un caseggiato di botteghe di epoca precedente:

Poi ci siamo immessi nuovamente sul decumano tornando indietro verso Porta Romana, quindi dal punto dove è partito il nostro tour, e abbiamo potuto ammirare nuovamente il Teatro:

e i particolari della Casa degli Augustali e del Portico degli Archi Trionfali:

 

Per approfondire meglio nel dettaglio gli elementi archeologici che vi ho proposto in foto, vi lascio tutta la bibliografia di riferimento:

AA.VV., Topografia Generale, in Scavi di Ostia, I, Roma, 1953.
P. Baccini Leotardi, Marmi di cava rinvenuti ad Ostia e considerazioni sul commercio dei marmi in età romana, Roma, 1979.
F. Coppola, G. Fausti e T. Romualdi, La città interrotta – Ostia Marittima 1904–1944, Roma, 1997.
G. Becatti e I. Gismondi, Topografia generale, vol. 1, Roma, 1996.
U. Broccoli, Ostia Paleocristiana, in Itinerari ostiensi, VI, Roma, 1984.
R. Calza, I ritratti, Roma, 1978.
P. Cicerchia e A. Marinucci, Le terme del Foro o di Gavio Massimo, Roma, 1992.
A. Claridge, Roman Ostia Revisited: Archaeological and Historical Papers in Memory of Russell Meiggs, a cura di A. Gallina Zevi, Roma, British School at Rome, 1996.
G. De Nisi, Ostia Lido di Roma. Sintesi storica dal 630 a.C. al 1982, Roma, 1983.
S. Gallico, Guida agli scavi di OSTIA ANTICA, Roma, 2000.
V. Lattanzi (a cura di), in ore Tiberis: esperienze memorie storie, Roma, 1993.
S. Lorenzatti (a cura di), Ostia. Storia Ambiente Itinerari, Roma, 2007.
V. Mannucci (a cura di), Atlante di Ostia antica, Venezia, 1995.
Russell Meiggs, Roman Ostia, 2ª ed., Oxford, 1985.
L. Paroli, La basilica cristiana di Pianabella, Roma, 1999.
C. Pavolini, La vita quotidiana a Ostia, 2ª ed., Bari, 1996.
C. Pavolini, Ceramica comune di Ostia, Roma, 2000.
C. Pavolini, Ostia, Bari, 2006.
P. Pensabene, Ostensium marmorum decus et decor, Roma, 2007.
A. L. Pietrogrande, Le fulloniche, Roma, 1976.

Inoltre, vi riporto di seguito una sitografia per avere un accesso immediato alle fonti qualora non abbiate modo di consultare i testi di cui sopra:

Parco Archeologico di Ostia Antica
Ostia Antica Atlas 
Ostia Antica – google maps – Points of interest for the ancient city of Ostia, the harbor of imperial Rome. Links and information

 

Come per tutte le visite che faccio assieme alla mia jackina presso luoghi culturali, mi assicuro innanzitutto che la visita non risulti troppo stressante per lei e in caso lo fosse, evito!
La conduco sempre al guinzaglio e talvolta, data la sua taglia, la tengo in braccio e soprattutto, prima di entrare, le faccio fare un bel giretto così che possa ‘liberarsi’ evitando spiacevoli inconvenienti!
Credo fermamente che debba esserci sempre una buona educazione sia del padrone e del suo amico a 4 zampe noché un profondo rispetto dei luoghi culturali e dei suoi visitatori.


Glossario:

Capitolium: a Roma era uno dei due culmini del colle, poi noto solo con questo nome, dove si trovava il tempio di Giove Ottimo Massimo. Il termine può anche riferirsi alla parte centrale e pubblica di una città. Numerosissime città dell’Impero Romano ebbero il loro Capitolium, per il culto delle divinità della Triade Capitolina: Giove, Giunone, Minerva (Fonte: www.archeologia.beniculturali.it/capitolium)
Cardo: una delle due arterie stradali principali delle città romane, generatrici dell’impianto urbanistico. Il cardo correva in senso nord-sud e si incrociava ad angolo retto con il decumanus (est-ovest) – (Fonte: www.archeologia.beniculturali.it/cardo)
Colombario: caratteristico genere di sepolcro romano costruito per contenere le ceneri dei cremati, venuto in uso negli ultimi secoli della repubblica, e perdurato poi fino all’età degli Antonini. Le urne cinerarie erano conservate entro nicchie ricavate nelle pareti durante la costruzione stessa, ciò che dava all’edificio l’aspetto d’una colombaia: donde il nome.
I più antichi colombarî appaiono verso la metà del sec. I a.C., ma ignoriamo i precedenti architettonici e quindi l’origine del tipo. Forse è una trasformazione del sepolcro etrusco a loculi, forse è invenzione romana, creata dopo le guerre sociali per economia di spazio e di spesa: infatti, abitualmente, le ceneri che restavano dalla combustione dei cadaveri venivano deposte entro olle di coccio racchiuse nel muro, due per nicchia; queste erano di forma semicircolare, più raramente quadrata o rettangolare, e avevano di sotto un cartello di marmo, o dipinto sull’intonaco, col nome del defunto; diligenza tuttavia non sempre usata: gli stessi autori antichi riferiscono che molte tombe erano anonime (Fonte: Enciclopedia Treccani, s.v. )
Fullonica: con questo nome si designa così l’arte come l’officina dei fulloni, di quei lavoratori cioè che in antico si occupavano di lavare, smacchiare, apparecchiare le vesti (Fonte: Enciclopedia Treccani, s.v. )
Macellum: mercato delle città romane ove avveniva la vendita di carni (Fonte: www.archeologia.beniculturali.it/macellum)
Mitraismo: è la religione del dio iranico e persiano Mithra quale si venne costituendo attraverso un lungo e complicato processo che, iniziatosi a Babilonia, si compì specialmente in Asia Minore al tempo della diaspora iranica (dopo la caduta dell’impero persiano degli Achemenidi nel 330 a. C.) e al contatto con l’ellenismo (Fonte: Enciclopedia Treccani, s.v. )
Taberna: ambiente in uso presso i Romani con funzioni produttive e commerciali (Fonte: www.archeologia.beniculturali.it/taberna)

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