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Le terme erano per i romani un importante luogo d’incontro, da visitare tutti i giorni, dedicato al relax e alle discussioni sulla politica o filosofia.

L’unica testimonianza ancora visibile della Pisa di età romana è proprio un complesso termale, denominato anche “Terme” o “Bagni di Nerone”. Si trova presso l’attuale Porta a Lucca, nell’antico settore nord-orientale, poco lontano dal fiume Auser e in prossimità di una antica zona residenziale, l’attuale Piazza dei Miracoli (Campus 2016).

La datazione è ancora incerta; tuttavia, sulla base delle impostazioni planimetriche e strutturali dell’edificio, si potrebbe ipotizzare che esso sia riferibile al II secolo d.C. (Campus 2015). Il rinvenimento di un’iscrizione all’interno del complesso tiene comunque traccia di un restauro avvenuto intorno alla metà del II secolo, finanziato da un membro della famiglia pisana dei Venuleii, Lucio Venuleio Apronio Ottavio Prisco, personaggio che fu legatus Augusti pro praetore (governatore di provincia imperiale di rango senatorio munito di imperium) nella Spagna citeriore, nonché console ordinario per la seconda volta nel 168 d.C. (Fabiani, et al. s.d.).

L’edificio, di cui oggi restano pochi ambienti integri, aveva, secondo le regole vitruviane,  gli ambienti riscaldati rivolti verso il lato occidentale.

Dall’accesso posto a sud, a seguire di uno stretto corridoio, era presente un ambiente, l’apodyterium, una piccola sala riscaldata avente la funzione di spogliatoio, che si affacciava, a nord, verso la palestra, mentre sul lato occidentale era presente una prima sala riscaldata, il tepidarium. Si riconoscono, a seguire, ulteriori ambienti, come ad esempio il destrictarium, pavimentato con lastre di calcare ammonitico proveniente dai Monti Pisani, e il laconicum, l’unico ambiente conservato nella sua interezza. Il sistema di riscaldamento dell’impianto era, per la maggior parte del suo sviluppo, sotterraneo. Anche il pavimento giocava un ruolo fondamentale, in quanto, trovandosi in una posizione ribassata rispetto alle cavità nelle quali vi era circolazione di aria calda, rendeva più agevole l’alimentazione delle fornaci (Campus 2016)

Nel 2014 l’area è stata ristudiata per l’elaborazione di una ricostruzione tridimensionale del sito, in particolar modo degli ambienti noti,  in grado di far aumentare la comunicazione e la valorizzazione del complesso. In primo luogo è stato fondamentale recuperare le vecchie planimetrie realizzate durante i primi scavi archeologici. “Mappa” è il nome del progetto, coordinato da M. Letizia Gualandi, dell’Università di Pisa (Campus 2015) e ha permesso di poter osservare dei modelli che sicuramente introducono alla comprensione degli ambienti termali, oggi in parte conservati.

a cura di Carmen Cannizzaro

 

Glossario
Imperium: in età romana, l’imperium indicava un potere di stampo militare che impartisce al suo titolare la facoltà di impartire ordini ai quali non ci si poteva sottrarre (Fonte: Clicca qui).
Apodyterium: Il termine significa “camera per spogliarsi” ed indica il primo ambiente per l’ingresso e l’uscita dei bagni pubblici, nonché spogliatoio, in cui i cittadini potevano lasciare i loro oggetti personali durante la permanenza nelle terme (Fonte: Clicca Qui)
Destrictarium: negli ambienti termali era il nome delle sale dedicate alla detersione (Fonte: https://www.slideshare.net/LEZIONIDIARCHITETTURA/19-architettura-romana-le-terme).
Laconicum: in genere, seguiva il tepidarium. Era un ambiente molto riscaldato, destinato al bagno di sudore, l’attuale sauna (Fonte: http://www.basileusonline.it/laconicum).

Bibliografia 
Campus, A. «Le ‘Terme di Nerone’ a Pisa:restituzione volumetricae ricostruzione tridimensionale.» Ricerche di Storia dell’arte, 2015: 120-130.
—. «Il complesso delle Terme ‘di Nerone’ a Pisa.» SCO, 2016: 205-235.
Fabiani, F., S. Basile, S. Campus, e G. Clemente. «Indagini archeologiche alle Terme “di Nerone” a Pisa: ricerca, didattica, valorizzazione.» The Journal of Fasti Online, s.d.

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