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Si è appena concluso il salone dell’archeologia a Firenze, durato 3 giorni, dal 16 al 18 febbraio. Tanti gli ospiti, tanti gli interventi, occasioni per scoprire le novità nel campo dell’arte e del turismo culturale e per incontrare e conoscere molte persone legate da una passione comune: l’archeologia. La grande affluenza di giovani studenti, professori, ricercatori, anziani e bambini serve ancora una volta a ricordarci che l’archeologia è ancora viva e pulsante e che molti sono ancora gli italiani a cui interessano i beni culturali, cosa di cui il direttore di TourismA e di Archeologia Viva, Piero Pruneti, va fiero.

Il programma è vasto e comprende conferenze, workshop e laboratori, sia per bambini, sia per adulti. Interessante il laboratorio di archeologia sperimentale, a cura di Alfio Tommaselli, così come il coinvolgimento dei ragazzi garantito da History Lab, con laboratori didattici dedicati all’Antico Egitto e ai Sumeri e uno spazio dedicato esclusivamente alle scuole.

Oltre agli stand dei musei, delle università, di Archeologia Viva e relativi a viaggi culturali organizzati, spicca l’intraprendenza del gruppo di Let’s dig again, composto da giovani archeologi pieni di passione e voglia di fare, attivi in ogni campo: dai social, alla webradio, dall’archeologia pubblica alle interviste e al loro sito web.

I grandi protagonisti di questa edizione di tourismA sono stati Mario Torelli, che ha narrato la bellezza di Nuceria e della Campania, e Alberto Angela, che ha raccontato la sua vita, partendo dall’infanzia, per poi arrivare allo studio, ai viaggi in Africa, fino al suo sbarco in tv. Angela ha anche comunicato che, molto probabilmente, durante la prossima edizione di tourismA presenterà un nuovo libro.

Tra gli interventi programmati nell’Auditorium, degno di nota è quello di Francesco Tiboni, che ha parlato dei suoi studi sul testo omerico e di come il noto cavallo di Troia creato da Epeo in realtà non sia che una tipologia di nave frigia; interessantissimo l’intervento di Rita Auriemma, curatrice della mostra “Nel mare dell’intimità”, un libro aperto sull’Adriatico, sulla sua storia e sui suoi abitanti, con un unico narratore e testimone: l’archeologia subacquea.

Maria Cristina Ronc e Gianfranco Zidda, rispettivamente responsabile MAR – Museo Archeologico Regionale di Aosta e responsabile scientifico del Parco archeologico e del Museo dell’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans, hanno invece raccontato i grandi progetti di musealizzazione completati e quelli in agenda, affinché l’antica Augusta Prætoria sia fruibile e sotto gli occhi di tutti.

Affascinante e trainante l’intervento di Giorgio Murru, coordinatore scientifico del Museo Zapata di Barumini e direttore Museo dei Menhir di Laconi, che ha spiegato in modo accattivante i suoi studi e le ultime ricerche sul culto delle statue menhir, i cosiddetti giganti della Sardegna.

Una delle conferenze più curiose e che non ha deluso il pubblico è stata infine quella di Giulio Magli, archeoastronomo e direttore Dipartimento di Matematica al Politecnico di Milano, che ha tracciato la storia degli studi dell’archeoastronomia, per sfatare una volta per tutte i dubbi relativi alla scientificità di questa disciplina, confrontando note bufale con la realtà storica.

In ultimo, non si poteva evitare un argomento scottante e drammatico come quello delle distruzioni di numerosi siti archeologici provocate dall’ISIS, una grande ferita al cuore dell’Archeologia, un crimine verso l’umanità fatto con l’intento di cancellare “falsi idoli” in nome di un unico vero dio.

Questo e molto di più è stato tourismA 2018.

 

 

 

a cura di Caterina Pantani

Sitografia: 

www.tourisma.it

www.nelmaredellintimita.it

www.letsdigagain.it

www.archeologiasperimentale.it

www.historylab.it

www.archeologiaviva.it

 

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RIPRODUZIONE RISERVATA ©OsservArcheologiA

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