Loving Vincent è diventato, in soli 3 giorni, il film evento più visto di sempre in Italia. Oltre 130.000 spettatori infatti, hanno voluto partecipare a questo straordinario film interamente dipinto su tela da 125 artisti che hanno replicato la tecnica e i dipinti dell’artista creando, fotogramma dopo fotogramma, un vero e proprio lungometraggio animato.

In tutti i tre giorni di programmazione, 16, 17 e 18 ottobre, il film ha rappresentato il 50% degli incassi totali di tutti i cinema italiani e probabilmente, sarà replicato durante il mese di novembre (Loving Vincent batte Blade Runner 2049: il doc incassa in tre giorni 1,2 milioni di euro, s.d.).

Distribuito da Nexo Digital e Alder Entertainment, scritto e diretto da Dorota Kobiela & Hugh Welchman, il film è un capolavoro che riproduce 94 tra i suoi quadri in forma simile a quella originale e 31 ripresentati parzialmente.

Il nome stesso, Loving Vincent, celebra l’amore per l’artista e al tempo stesso, richiama l’affetto che egli provava verso il fratello Theo, a cui scriveva quotidianamente lettere nelle quali, appunto, così si firmava: Loving Vincent (con affetto, Vincent). Non poteva dunque esserci nome più azzeccato, anche perché, pensandoci, la trascrizione potrebbe anche essere Amando Vincent e, credetemi, la sensazione che si prova varcando l’uscita della sala cinematografica, alla fine del film, è davvero quella di amare profondamente Vincent.

Chi era Vincent?

Vincent Willem Van Gogh nasce il 30 marzo 1853 a Groot Zundert (Olanda). Figlio di un pastore protestante, sarà destinato a diventare l’icona simbolo dei pittori maledetti e tormentati, figure già in sviluppo dal Romanticismo. L’attività di Van Gogh fu breve ma intensa, in soli otto anni dipinse quasi tutte le sue opere, quelle più famose furono realizzate tutte nel giro di quattro o cinque anni. Il trasferimento a Parigi, avvenuto nel maggio del 1875, in cui viveva il fratello Theo, segna un periodo di svolta. Qui Vincent ha modo di scoprire, sperimentare, imparare. Acquisisce la conoscenza della pittura impressionista e conosce artisti di un certo calibro tra cui Toulouse Lautrec e Paul Gauguin.

Durante la sua vita, Vincent è assetato di sapere e, con l’appoggio finanziario del fratello Theo, intraprende vari studi. Inizialmente decide di studiare anatomia e prospettiva all’Accademia di Bruxelles. Più tardi, inizia a sviluppare interesse per le incisioni su legno giapponesi e tenta di intraprendere una formazione artistica alla Ecole des Beaux-Arts, ma si respinge ad apprendere i principi che lì venivano insegnati. Tenta nuovamente altrove, questa volta all’Accademia di Anversa, ma viene inserito in una classe di principianti e, non trovandosi a suo agio, abbandona.

Lo stato di salute del pittore inizia a peggiorare. Numerosi attacchi di nervi caratterizzarono la sua vita (il più famoso lo spinse a tagliarsi l’orecchio). Fu ricoverato all’ospedale psichiatrico di Sant-Paul-de-Mausole a Saint-Rémy-de-Provence e dopo alti e bassi morì il 29 luglio 1890 per un colpo di pistola (Vincent Van Gogh, s.d.).

Loving Vincent: Una storia che è tutto un mistero

Se pensavate di rimanere delusi pensando alla storyline, vi sbagliavate di grosso!
La trama ricostruisce gli ultimi giorni di vita di Vincent nella città di Auvers, con una struttura narrativa prettamente ad inchiesta.

Il giovane Armand Roulin riceve dal padre, vecchio amico e postino di fiducia dell’artista, una lettera che Vincent aveva scritto a Theo prima di morire, mai giunta a destinazione. Una volta incamminatosi per poter dare a questa lettera un destinatario, viene a sapere che anche il giovane Theo è morto, e inizia così un viaggio fatto di intrighi e misteri, per cercare di scoprire chi era Vincent, come viveva e cosa lo spinse a togliersi la vita.

In questa piccola cittadina, Armand incontra tutti i personaggi che sono, in qualche modo, entrati a far parte della vita di Vincent e inizia a porre loro delle domande. Con il tempo, inizia a maturare un interesse verso la personalità dell’artista che lo spinge a provare persino compassione per lui per tutte le volte che veniva deriso. Si scopre, infatti, che veniva umiliato e beffato dalla maggior parte della gente. A Vincent però, tutto questo, non interessava. Lui viveva per potersi esprimere con il pennello. Ogni cosa che vedeva la dipingeva: la gente che incontrava, i fiori che trovava, la sua piccola e umile stanza, la finestra, la sedia lasciata vuota dall’amico Gauguin.

In ogni attimo, in ogni giorno, in ogni notte della sua vita, Vincent cercava ispirazione, osservava e creava.
E così, non appena si trovava davanti un campo di grano dal quale si innalzava una scia di corvi, lui non si limitava ad osservare. Creava e lo faceva splendidamente.

Campo di grano con volo di corvi così come il dipinto che ritrae Marguerit Gachet, figlia dello psichiatra di Vincent, immersa tra le rose del giardino di casa, erano attimi che Vincent riusciva a bloccare con i colori in una tela. L’intera trama si sviluppa dietro aloni di mistero, tant’è vero, che alla fine nessuno ha chiare le dinamiche del presunto suicidio dell’artista. Una pallottola ficcata sull’addome diventa una verità ambigua sulla sua morte precoce che non si sa decodificare.

Voglio che la gente dica delle mie opere: “sente profondamente, sente con tenerezza.”

E’ una frase riportata in una delle lettere rivolte a Theo e presente anche nel film. Film che spinge sulla depressione di Vincent che viene rappresentata senza filtri o maschere. Una depressione che nessuno voleva comprendere, così anche le sue opere rimanevano ignorate. E lui si sentiva dimenticato ma non si arrendeva. E tra le numerose citazioni pervenutaci fino ad oggi, una in particolare lo dimostra: “Se varrò qualcosa più in là, la valgo anche adesso, perché il grano è grano, anche se i cittadini all’inizio lo scambiavano per erba” (Aforismi di Vincent Van Gogh, s.d.).

Dunque, caro Vincent, adesso che anche io ho imparato a comprenderti meglio, sappi che oggi, almeno una volta nella vita, un uomo guarda la tua Notte stellata e si commuove dinanzi a tanta bellezza.

Recensione a cura di Carmen Cannizzaro

 

Di seguito, le famose opere di Van Gogh ripresentate nel film:

 

 

 

Bibliografia: 

Aforismi di Vincent Van Gogh. (s.d.). Tratto da pensieri parole: https://www.pensieriparole.it/aforismi/autori/vincent-van-gogh/pag2

Loving Vincent batte Blade Runner 2049: il doc incassa in tre giorni 1,2 milioni di euro. (s.d.). Tratto da Best Movie : http://www.bestmovie.it/news/loving-vincent-batte-blade-runner-2049-il-doc-incassa-in-tre-giorni-12-milioni-di-euro/615081/

Vincent Van Gogh. (s.d.). Tratto da Biografie: http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=106

 

[Immagine di copertina: Fonte: sito ufficiale del film www.lovingvincent.com]

 

 

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