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La mostra “Colori degli Etruschi. Tesori di terracotta alla Centrale Montemartini” è una straordinaria selezione di decorazioni architettoniche policrome e lastre parietali figurate provenienti dall’antica città di Caere (attuale Cerveteri), e una parte inedite, che costituiscono una testimonianza di fondamentale importanza della pittura etrusca tra il 530 e il 480 a.C. Il percorso espositivo è organizzato per temi e tipologie: imprese di Ercole e altri miti, gli atleti e i guerrieri, i contesti, la danza e le terracotte architettoniche, con materiali di confronto al fine di ricontestualizzare tali reperti che furono trafugati illegalmente per finire nel commercio clandestino. Grazie all’azione di contrasto del traffico illegale di opere d’arte portata avanti dal Nucleo Patrimonio Culturale del Carabinieri, queste pregievoli opere sono rientrate in Italia e sono state esposte alla Centrale Montemartini per essere ammirate fino al 20 febbraio 2020.
Inoltre, a questo fortunato recupero di opere è seguita la ratifica di un importante accordo di cooperazione culturale internazionale siglato tra il Mibac e la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, che ha comportato il rientro dalla Danimarca in Italia di una consistente ulteriore serie di frammenti di lastre dipinte etrusche, analoghe a quelle trovate a Ginevra [1].
Il prezioso materiale di confronto di cui sopra, è stato scelto per affinità tematica ed è costituito da un prezioso nucleo composto da vasi attici a figure nere e rosse della Collezione Castellani dei Musei Capitolini, anch’essi recuperati dall’Arma dei Carabinieri.

Vi mostro un’anteprima di questa mostra attraverso qualche scatto ma vi consiglio di visitarla per ammirare da vicino i colori della pittura etrusca e perché il percorso espositivo si presenta molto esauriente

 

Piatto attico a figure rosse (490-480 a.C.)
Sequestro operato dai Carabinieri TPC
Al centro un sileno danzante che con la mano destra regge l’oinochoe, il vaso usato per versare il vino, e con la sinistra il kantharos, la coppa usata per bere il vino (Ph Mariapia Statile)

 

Frammento di lastra dipinta (Fine del VI a.C.) con la figura di un sileno rivolta verso un danzatore, del quale resta solo un braccio sollevato. Nello spazio in alto tra le due fasce, il pittore ha inciso la propria firma con un tratto quasi invisibile (Ph Mariapia Statile)

 

Anfora etrusca a figure nere (520 a.C.) realizzata dal Pittolre di Micali; sul corpo presenta una decorazione a fregio raffigurante tre centauri in corsa. Sequestro operato dai Carabinieri TPC (Ph Mariapia Statile)

 

Frammenti di lastre di rivestimento con Centauri in corsa armati di rami; 530-520 a.C. Gruppo di frammenti restituiti dalla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen e provenienti da ritrovamenti della Soprintendenza e dai sequestri dei Carabinieri TPC (Ph Mariapia Statile)

 

Particolare di terracotte architettoniche: serie di sime rampanti e lastre di rivestimento a rilievo proveniente da un frontone templare dell’antica Caere; 540-520 a.C. Restutuiti dalla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen (Ph Mariapia Statile)

 

Gruppo di lastre di rivestimento con cornice baccellata e raffigurazione di animali; 530-520 a.C. Restituzione dalla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen (Ph Mariapia Statile)

 

Particolare dalle antefisse con satiro e menade danzanti; 500-490 a.C. Restituzione Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen (Ph Mariapia Statile)

 

Frammento di altorilievo frontonale in terracotta; metà III a.C. La lastraè cava e presenta i fori di sfiato sotto la base e sul retro; al centro della ricostruzione c’è il corpo di Atteone (il givane cacciatore che fu trasformato in crvo per aver visto la dea Artemide nuda, e poi fu sbranato dai suoi stesi cani da caccia). la figura a sinistra per il gonnellino pieghettato e gli stivaletti da caccia, è riconducibile ad uno dei compagni di Atteone. Sequestro dei Carabinieri TPC (Ph Mariapia Statile)

 

Corazza in bronzo; IV sec. a.C. e coppia di schinieri in bronzo; IX-VIII sec.a.C. Sequestro operato dai Carabinieri TPC (Ph Mariapia Statile)

 

Elmo in bronzo di tipo corinzio; VI sec. a.C. Sequestro operato dai Carabinieri TPC (Ph Mariapia Statile)

 

Kylix attica a figure rosse; 500 a.C. ca. Nel tondo centrale è raffigurato un discobolo, mentre la decorazione esterna presenta una danza di guerrieri armati. Sequestro operato dai Carabinieri TPC (Ph Mariapia Statile)

 

Kylix a figure nere con la raffigurazione di due guerrieri armati: uno in piedi e l’atro intento ad allacciarsi gli schinieri; 550-525 a.C. Restituita dal Metropolitan Museum di New York (Ph Mariapia Statile)

 

Piatto attico a figure rosse con al centro un arciere in costume scita; 480-490 a.C. Sequestro operato dai Carabinieri TPC (Ph Mariapia Statile)

 

Glossario:
Anfora:
vaso a due anse, di medie o grandi dimensioni e con bocca stretta (“Dizionario di Archeologia”, in ARCHEO, Suppl. n.10/2001, s.v.)
Aryballos: piccolo vaso in ceramica di forma tondeggiante o a pera, con collo stretto e uno o due manici (“Dizionario di Archeologia”, in ARCHEO, Suppl. n.10/2001, s.v.)
Attico: proveniente dall’Attica, una delle principali regioni della Grecia continentale, ha la forma di una penisola triangolare che confina a est con il mare Egeo e a sud-ovest con il golfo Saronico (attuale golfo di Egina); i confini terrestri toccano a nord la Beozia, a ovest la Megaride. Prospicienti le sue coste sono le grandi isole dell’Eubea e di Egina, nel canale fra quest’ultima e l’Attica è l’isoletta di Salamina, resa famosa dalla battaglia navale del 480 a.C. (Fonte: Enciclopedia dell’antico, “Attica”, s.v. )
Baccellata: da “baccellatura” motivo decorativo costituito da elementi convessi (baccelli o baccelletti) o da scanalature concave (nel qual caso si dice più propr. strigilatura), svolgentesi in modo da formare l’inviluppo ornamentale di una superficie o di una modanatura architettonica. È frequente nell’arte dell’antichità classica come ornamentazione di urne e vasi (Fonte: Enciclopedia Treccani, s.v. )
Centauro: figura biforme della mitologia greca (il cui nome deriva dal capostipite Centauro, figlio di Issione), partecipe della natura del cavallo (le quattro zampe e la groppa) e dell’uomo (dal bacino in su), che, secondo la leggenda, viveva sui monti della Tessaglia (Fonte: Enciclopedia Treccani, s.v.)
Cratere: contenitore in bronzo o ceramica, utilizzato per mescolare acqua e vino allo scopo di diminuire il contenuto alcolico di quest’ultimo (Fonte: www.archeologia.beniculturali.it/)
Crotali: strumento a percussione, corrispondente in certo modo alle nostre nacchere o castagnette. I cròtali potevano essere di argilla, di legno (di bossolo, secondo Properzio), di rame o anche di avorio, e qualche volta erano costituiti da due conchiglie (Fonte: Enciclopedia Treccani, s.v.)
Ceramica a figure nere: particolare tipo dic eramica greca prodotta nella zona di Corinto a partire dal 700 a.C. Questa ceramica era decorata dipingendo preliminariamente delle figure sulla superficie chiara del vaso con una misclea di acqua e argilla ricca di ossidi di ferro e incidendo poi sulle figure stesse dei detagli lineari, in modo da far apparire il fondo chiaro  della parete della ceramica (“Dizionario di Archeologia”, in ARCHEO, Suppl. n.10/2001, s.v.)
Ceramica a figure rosse: tecnica scoperta ad Atene verso il 530 a.C. che si sostituì a quella a figure nere, affiancandola per un breve periodo. La tecnica è l’opposto di quella a figure nere: l’intera superficie del vaso è ricoperta di vernice nera che riasparmia solo le figure. le quali spiccano per il colore rosso del fondo del vaso. I particolari dei corspi e degli oggetti venivano segnati con sottili linee, nere o brune. Questa nuova tecnica si prestava ad una maggior precisione del disegno anatomico (“Dizionario di Archeologia”, in ARCHEO, Suppl. n.10/2001, s.v.)
Cerva di Cerinea: era nella mitologia greca, una cerva dalle corna d’oro e dalle zampe d’argento e di bronzo che era stata dedicata ad Artemide dalla ninfa Taigete quando la dea l’aveva salvata dall’inseguimento di Zeus (Fonte: clicca qui)
Frontone: struttura architettonica di forma triangolare, presente nei templi greci, romani ed etruschi, compresa tra la cornice della trabeazione (la parte che sovrasta le colonne) e gli spioventi del tetto (“Dizionario di Archeologia”, in ARCHEO, Suppl. n.10/2001, s.v.).
Kantharos: coppa utilizzata per bevande caraterizzata da due manici verticali che talvolta sporgono sopra l’orlo (“Dizionario di Archeologia”, in ARCHEO, Suppl. n.10/2001, s.v.)
Kylix: termine greco per indicare una coppa da libagione o banchetto usata per bere il vino (Fonte:www.archeologia.beniculturali.it/)
Lekythos: termine greco per indicare un vaso dal corpo allungato, deputato al contenimento di olii e unguenti (Fonte: www.archeologia.beniculturali.it/)
Meandro: motivo ornamentale caratteristico dell’arte greca formato da un nastro che, con andamento curvo, muta ritmicamente direzione o si intreccia (“Dizionario di Archeologia”, in ARCHEO, Suppl. n.10/2001, s.v.)
Menade: seguace del culto orgiastico di Dioniso (Fonte: Enciclopedia Treccani, s.v. )
Nemeo: di Nemèa, valle dell’Argolide in Grecia, celebre per il santuario di Zeus: il leone n., mitica belva uccisa da Ercole (Fonte: Enciclopedia Treccani, s.v.)
Oinochoe: termine greco per un contenitore in ceramica o metallo, usato per versare il vino (Fonte: www.archeologia.beniculturali.it/)
Satiro: nella mitologia della Grecia antica e del mondo letterario greco-romano, una collettività di esseri (molto raramente si parla di un s. singolo) che vivono per lo più nel bosco, circondati da una natura selvaggia, spesso insieme con le ninfe (Fonte: Enciclopedia Treccani, s.v. )
Sima: modanatura architettonica usata come terminale del frontone del tempio (“Dizionario di Archeologia”, in ARCHEO, Suppl. n.10/2001, s.v.)
Strigile: strumento di osso o di metallo costituito da un manico terminante con una pare ricurva o concava, usato nelle palestre e nelle terme per detergere il corpo dal sudore, dagli olii e dalla polvere (U. Pappalardo, Archeologia greca, Napoli 2012, p. 228, s.v.)

Catalogo della Mostra:
N. Agnoli, L. Bochicchio, D. F. Maras, R. Zaccagnini (a cura di), Colori degli Etruschi – Colors of the Etruscans. Tesori di terracotta alla Centrale Montemartini – Terracotta treasures at the Centrale Montemartini, 2019

Bibliografia di riferimento:
G. Becatti, L’arte dell’età classica, Milano 2000
M. Cristofani (a cura di), Etruschi. Una nuova immagine, Firenze 1984

Per info: http://www.centralemontemartini.org/it/mostra-evento/colori-degli-etruschi

Centrale Montemartini
Dall’11 luglio 2019 al 2 febbraio 2020

Martedì-domenica 9.00-19.00
La biglietteria chiude mezz’ora prima
Chiuso lunedì, 25 dicembre e 1 gennaio
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